Stile di vita del donatore

Il donatore sa quanto sia importante, per se
stesso e per chi riceverà il suo sangue, che la sua alimentazione ed il suo
stile di vita siano controllati.
Ecco alcune indicazioni in merito alla prevenzione delle malattie
cardiovascolari e delle malattie infettive a trasmissione con il sangue che
costituiscono l’ABC di un sano e corretto stile di vita ai fini della
prevenzione delle malattie cardiovascolari.
I cibi di origine vegetale e animale
Per una sana e corretta alimentazione, il primo ed essenziale criterio di
scelta è di preferire i cibi di origine vegetale a quelli di origine animale. I
cibi di origine vegetale (frutta, verdura, oli, legumi ecc.) sono infatti privi
di colesterolo, e molto poveri di quei particolari grassi, denominati
tecnicamente “saturi”, che tendono ad elevare i livelli di colesterolo nel
sangue.
I grassi alimentari
I cibi di origine animale (carne, latticini, uova, burro ecc.) a esclusione del
pesce e degli animali marini, sono invece ricchi di grassi saturi. Ponete
quindi innanzitutto particolare attenzione nella scelta dei grassi da
utilizzare sia nella preparazione sia nel condimento dei cibi. Limitate al
massimo l’uso del burro, dello strutto e delle margarine dure in panetto, e
preferite invece gli oli vegetali, sia l’olio di oliva extravergine che l’olio
di mais. Per quei cibi che necessitano, in fase di preparazione, di un grasso
solido, possono essere utilizzate le margarine molli in vaschetta.

I primi piatti
Se il vostro peso non è in eccesso, scegliete liberamente e a vostro piacere i
primi piatti ma fate attenzione al condimento, che va preparato seguendo le
indicazioni del punto precedente.

I salumi
I salumi possono essere consumati due o tre volte la settimana, dando la
preferenza a bresaola e prosciutto crudo. Suggerita l’asportazione del grasso
visibile.

La carne e il pesce
Limitate la carne a non più di 4-5 pasti settimanali, dando la preferenza al
pollame, ai tagli magri di manzo, cavallo, alla carne di coniglio. Affiancate a
questi 3-5 pasti di carne 3 o 4 piatti settimanali di pesce. Il pesce, infatti,
rappresenta un alimento assai povero di grassi saturi e allo stesso tempo
nutriente e ricco di acidi grassi polinsaturi, e la sua presenza
nell’alimentazione dev’essere quindi incrementata in maniera significativa.

Le uova, il fegato e il cervello
È opportuno anche limitare l’assunzione di cibi particolarmente ricchi in
colesterolo riducendo l’uso di uova a non più di 2-3 la settimana e tenendo
conto anche di quelle eventualmente utilizzate nella preparazione degli
alimenti (pasta all’uovo, torte, impanature ecc.). Devono essere utilizzate
solo eccezionalmente le frattaglie (cervello, fegato, rene. timo), che sono
particolarmente ricche di colesterolo.

I latticini, il latte, lo yogurt
opportuno consumare non più di due volte la settimana secondi piatti a base di
formaggio; possono essere assunti invece più liberamente i derivati della parte
proteica del latte, quali la ricotta magra e i cosiddetti “fiocchi di latte”.
Per quanto riguarda il latte e lo yogurt è preferibile utilizzare quelli
parzialmente scremati, ricordando per altro che un’assunzione regolare di
questi elementi è importante specialmente nelle fasi della vita in cui
l’organismo ha particolarmente bisogno di calcio (l’infanzia) o tende a impoverirsi
in esso (età avanzata).

I legumi e i farinacei
Gli alimenti eliminati o ridotti vanno sostituiti aumentando il consumo dei
legumi (fagioli, piselli, ceci, lenticchie, ecc.), che rappresentano una fonte
preziosa di proteine e sono privi di grassi, e incrementando i consumi di
verdure e ortaggi di qualsiasi tipo e di farinacei (pane, pasta e riso, meglio
se integrali).
La frutta
La frutta può essere assunta liberamente, e rappresenta un’eccellente
alternativa a “fuori pasto” meno accettabili dal punto di vista nutrizionale.

La Dieta
È consigliato:

  • Ridurre
    l’apporto di sodio (sale da cucina).
  • Aumentare
    l’apporto di potassio (frutta e vegetali).
  • Assumere
    una dieta ricca di frutta, vegetali e pesce.
  • Ridurre
    l’uso di grassi animali (grassi saturi).

Non è ancora stato documentato un effetto
significativo di riduzione dei valori pressori con l’uso degli acidi grassi
Omega-3.
Preparazione e cottura dei cibi
In conclusione si ricorda che, oltre alla scelta dei cibi, particolare
importanza rivestono le tecniche di preparazione e di cottura degli stessi. Per
carni e pesce, in generale, va preferita una cottura che richiede una minima
aggiunta di grassi (griglia, cartoccio e piastra), mentre va limitato il
ricorso a quelle tecniche che necessitano di grassi di cottura abbondanti
(frittura, arrosti, umidi). Le verdure dovrebbero essere consumate crude, in
caso contrario, va privilegiata la cottura al vapore o la bollitura in poca
acqua. Anche la frutta andrebbe consumata cruda. In generale, se possibile,
sarebbe meglio ripristinare l’abitudine alla preparazione casalinga dei cibi.

Calo ponderale
Un eccesso di peso è strettamente legato all’aumento dei valori di pressione.
La riduzione di peso corporeo anche solo di 4,5 Kg è dimostrata ridurre i
valori pressori nella maggior parte dei soggetti ipertesi in soprappeso.
Inoltre la riduzione di peso corporeo aumenta l’effetto di riduzione dei valori
pressori dei farmaci antiipertensivi.
Attività fisica
È consigliabile una regolare attività fisica aerobica come per esempio una
camminata a passo veloce per 30-45 minuti al giorno per 3-4 volte alla
settimana

Astensione dal fumo
E’ documentato che un significativo aumento dei valori pressori accompagna il
fumo di sigaretta, che sembra inoltre interferire con l’effetto benefico di
alcuni tarmaci antiipertensivi
Ipertensione
Le variazioni dello stile di vita consentono la prevenzione dell’ipertensione o
la maggiore efficacia della terapia antiipertensiva.